Nella famiglia il presente, il futuro… la speranza

La famiglia è minacciata, bisogna sostenerla

Di umbertonapolitano

Oggi, 10 gennaio, possiamo affermare che il 2011 fa il suo ingresso ufficiale nella nostra vita proiettandoci verso le speranze che solitamente porta l’arrivo di un nuovo anno,  ed è compito nostro far sì che tali speranze, per ora racchiuse in una sfera di cristallo, si trasformino al più presto in piacevoli realtà. Le feste si sono allungate con un ponte aggiuntivo di tre giorni, a parziale risarcimento di un anno che ne vedrà pochissimi per una serie di scherzi del calendario. Quando inizia un nuovo anno il nostro corpo solitamente si rigenera di spinte ed intenzioni positive: dimentichiamoci del passato e proiettiamoci nel futuro con lena e nuove aspettative. I messaggi di auguri ci hanno inondato le vacanze, quasi tutti con poesiole ben auspicanti, e, uniti a questi, anche qualche consiglio e qualche monito più serio… come quello di ieri del nostro Papa, Benedetto XVI.

La famiglia è minacciata, bisogna sostenerla! Mai parole sono apparse più appropriate. La famiglia, nel suo insieme e nei suoi valori, mai come adesso è posta sotto un assedio asfissiante che le toglie respiro, energie e finanze.  Non siamo ancora usciti da una crisi spaventosa che ci ha appena devastati, che già gli speculatori hanno rifatto capolino per risucchiarci i pochi spiccioli appena rimediati. L’aumento del costo dei carburanti, a mio parere, in queste vacanze, è stata una delle azioni più vergognose che mai uomo avrebbe potuto immaginare e mettere in atto. Che schifo! Con tutte le difficoltà con le quali si sono misurate le famiglie e i loro componenti negli ultimi tempi, arriva finalmente il Natale e la possibilità di investire una parte dei pochi risparmi e tredicesime in arrivo in qualcosa di necessario e rilassante, nonché ben augurante per il futuro… ed ecco che questi “ aguzzini ” di petrolieri, sempre affamati e mai soddisfatti, portano il costo dei carburanti a valori superiori a quando il prezzo dell’accaparramento del petrolio sui mercati era di un 60% superiore a quello attuale, causando una serie di rincari a pioggia, rovinandoci e limitandoci nelle intenzioni e negli acquisti.

” Vergogna! E che possiate ubriacarvi ed arricchirvi fino a trasformare voi stessi in banconote da depositare in bunker fortificati ed isolati… fuori dal mondo. “ … Sì, fuori dal mondo! Perché il loro mondo, pur sottoponendoci a continua coercizione con la sua avidità, per fortuna non ci appartiene. Noi siamo ancora possessori e portatori di valori importanti, come l’amore e la responsabilità. Noi siamo e abbiamo una famiglia che si sostiene grazie a quei valori, senza i quali gli aguzzini avrebbero sempre il sopravvento sulle nostre esistenze. Ha ragione il nostro Papa ad ammonire che la famiglia va sostenuta e non disossata. E questo dovrebbero capirlo per primi gli speculatori stessi, perché se ci prosciugano definitivamente, dopo, per sopravvivere, sarebbero costretti a divorarsi l’un l’altro. La famiglia va sostenuta dalle autorità ma anche e soprattutto da noi stessi. … Dobbiamo cercare di riscoprire in noi il meglio, ritrovare e ridarci un’identità. Forse non esagera Benedetto XVI quando ci invita a cominciare a ridare ai nostri figli nomi più cristiani che esotici. Perché ci evita di abbinarci a mode e cliché che ci affascinano, ma non ci appartengono, facendoci immaginare di essere componenti di un mondo che ci lusinga solo per catturarci e nutrirsi di noi.

Dobbiamo essere capaci da soli nel distinguere e scegliere tra il bene e il male, ritrovare in noi i valori e con essi la voglia e la forza per reagire e migliorare… per noi, per i nostri figli, per la continuazione del mondo. Il mondo non può essere una lotta continua. Quello che ora sta accadendo in Tunisia ed Algeria, il popolo che scende in piazza e si fa ammazzare per un tozzo di pane che gli viene negato per speculazioni ed egoismi feroci, è già accaduto ai tempi della rivoluzione francese, è stato appena accennato in Grecia, ma potrebbe rimpolparsi ed estendersi ovunque… Quindi il messaggio di Benedetto XVI a sostenere una famiglia minacciata si muove come un monito totale, anche e soprattutto verso coloro che di questa minaccia sono gli indiziati principali.

Bene, da oggi siamo finalmente e realmente nel 2011: diamoci tutti una mossa e proviamo ad imporci delle regole migliori e differenti da quelle passaste e fallimentari. Accogliamo l’invito del nostro Papa ed insieme, vittime e carnefici, proviamo a guardare ad un futuro più umano e, soprattutto, più consapevole, rifugiandoci, coccolandoci e rigenerandoci nel tepore dell’amore familiare… per noi e per le generazioni future!

Umberto Napolitano.com

Famiglie  d’Italia

E’ arrivata la Befana

Perché si festeggia la Befana

Di famiglieditalia

Oggi è il 6 gennaio, festa dell’Epifania: evito di fare gli auguri alle nostre care amiche che, come da tradizione, ne avranno già ricevuti a iosa. Invece, seguendo un’usanza già adottata da questo blog per le altre feste, anche questa volta ho fatto un giro su Google in cerca di nozioni e notizie a riguardo, e, tra le varie offerte, ho scelto, dopo un’attenta cernita, proprio la prima che mi era  subito apparsa, dal titolo: La Befana. Un post molto ben fatto e simpatico, che non ho potuto fare a neno di riportarvi,  edito da www.provincia.ps.it

LA BEFANA PER NOI

La Befana è una vecchietta che vola su una scopa; porta uno scialle sulla testa e i suoi abiti scuri sono strappati e sporchi di fuliggine, perché per entrare nelle case si cala giù dal camino. Questa vecchina, la notte del 5 Gennaio, quando le persone dormono, porta doni ai bambini: bambole, macchinine, libri, giochi vari e dolciumi. Se qualcuno è stato disubbidiente, troverà carbone, cenere, cipolle, aglio. Una settimana prima della festa, i bambini cercano di fare i “buoni” e la sera prima preparano la calza appesa al camino e vanno a letto presto.
Sono emozionati, curiosi di vedere il loro regalo, ansiosi per l’arrivo della Befana e talvolta, un po’ impauriti.

Il giorno della festa sono allegri, contenti del regalo ricevuto o un po’ delusi perché non sono stati accontentati e per il carbone che nelle calze non manca mai.
Molti bambini credono che la Befana sia la moglie di Babbo Natale e che abiti al Polo Sud, mentre il marito vive al Polo Nord. Babbo Natale non sempre riesce ad accontentare i desideri dei bambini e a questo cerca di rimediare la Befana.
Qualche bambino pensa che la Befana esista veramente, cerca di immaginarla e la aspetta con ansia; alcuni non ci credono e pensano che sia la mamma a mettere i regali nelle calze, però fanno finta di non saperlo. Nel nostro paese, l’Amministrazione Comunale ogni anno organizza una piccola festa: una signora vestita da Befana distribuisce a tutti i bambini un pacco di cioccolatini, caramelle, quaderni, matite, penne e gomme.

LA LEGGENDA DELLA BEFANA

Un giorno, i Re Magi partirono carichi di doni (oro, incenso e mirra) per Gesù Bambino.
Attraversarono molti paesi guidati da una stella, e in ogni luogo in cui passavano, gli abitanti accorrevano per conoscerli e unirsi a loro.
Ci fu solamente una vecchietta che in un primo tempo voleva andare, ma all’ultimo minuto cambiò idea, rifiutandosi di seguirli.

Il giorno dopo, pentita, cercò di raggiungere i Re Magi, che però erano già troppo lontani.
Per questo la vecchina non vide Gesù Bambino, né quella volta né mai.
Da allora ella, nella notte fra il cinque e il sei Gennaio, volando su una scopa con un sacco sulle spalle, passa per le case a portare ai bambini buoni i doni che non ha dato a Gesù.

LE NOSTRE RICERCHE SULLA FESTA DELLA BEFANA

La Befana si festeggia il giorno dell’Epifania, una festa religiosa che ricorre il sei Gennaio e ricorda la visita dei Re Magi a Gesù Bambino.
Tre re, Melchiorre, Baldassarre e Gaspare, partirono da paesi diversi, forse la Nubia, la Godolia e Tharsis, per portare doni a Gesù: oro, incenso e mirra.
Si incontrarono vicino a Gerusalemme e, pur parlando lingue diverse, si compresero e si accorsero di avere la stessa meta; così proseguirono il viaggio insieme.
Giunti alla grotta offrirono a Gesù i loro doni, lo adorarono e ripartirono.

DOVE E QUANDO E’ NATA LA BEFANA

Non si sa in quale città o regione italiana sia “nata” la Befana, ma di essa si è incominciato a parlare nel milleduecento.
Da allora, questa festa è diventata una delle più importanti e attese dai bambini.
La Befana è una vecchietta brutta e arcigna che intimorisce i bambini e nello stesso tempo è una vecchietta di buon cuore che porta doni ai bambini buoni.
Forse, la vecchietta rappresenta l’anno vecchio che, dopo le feste del periodo natalizio, se ne va lasciando dei doni.
A questo proposito esiste ancora un detto:
“L’Epifania tutte le feste porta via”.

PERCHE’ SI CHIAMA BEFANA

Il suo nome deriva da Epifania, trasformato poi in “Beffania” per ricordare la “Strega di Beffania” che volava sui tetti delle case in quella notte. Col passare del tempo perse le lettere “f” ed “i” e diventò Befana.

LA BEFANA AL TEMPO DEI NONNI

Al tempo dei nostri nonni nelle case si aspettava la Befana appendendo al camino una calza di lana fatta a mano con i ferri dalle mamme o dalle nonne. Essi, da piccoli, credevano molto alla Befana; le scrivevano una lettera esprimendo i loro desideri che, per lo più, non venivano esauditi perché c’era molta povertà. Quando arrivavano i doni della Befana, tutti i bambini erano molto contenti perché era l’unica festa in cui ricevevano dolciumi.

Nella calza i bambini trovavano poca roba: qualche mandarino, caramelle di orzo fatte in casa, castagne, noci e lupini; essi sapevano che dovevano essere buoni almeno due mesi prima della festività, altrimenti avrebbero ricevuto carbone, cenere, cipolla, aglio e carote.
Nella calza non si trovavano giocattoli, se non bamboline di stoffa cucite dalle mamme o dalle nonne. Non si preparavano piatti particolari in quel giorno, ma in alcune famiglie ci si riuniva per mangiare castagne, noci e frittelle. In occasione di questa festa, in alcuni paesi venivano dati dei buoni alle famiglie più bisognose per prendere le cose più necessarie, come pane, pasta, zucchero,…

Attenzione: se cliccate su La Befana troverete anche la versione in inglese.

introduzione a cura di

Umberto Napolitano.com

Anno nuovo, vita nuova!!!

 

Umberto Napolitano.com

Un sereno Natale a tutti!

Le origini del Natale

dicembre 24, 2010

Nei miei viaggi in internet, grazie all’apporto di Google, sono incappato in un interessante articolo proposto da Italia Donna , il portale delle donne italiane, riguardante le origini delle celebrazioni della Festa del Natale, e che vi giro pari pari, con l’aggiunta in fondo di molti link interessanti sui quali cliccare, insieme  ai miei auguri più sinceri.

Origine e celebrazioni del Natale

Il Natale è la festa in cui si celebra la nascita di Gesù Cristo, e prende il nome proprio dal latino “natale Christi“.
In questa occasione, celebrata il 25 dicembre, le famiglie si riuniscono intorno alla tavola e vivono un momento di forte comunione, scambiandosi doni e reciproco amore.
Le festa del Natale ha origini molto antiche ed ha subito, nel tempo, profonde modificazioni, sia nella ritualità che nei personaggi protagonisti della festa, come Babbo Natale o i personaggi del Presepe.

Le origini romane
Il Natale, inteso come festa della nascita del Messia, e celebrazione di un nuovo periodo di prosperità, trae le sue origini dalla religione ebraica, ma già dall’antichità Romana si ritrovano festeggiamenti il 25 dicembre.

Nell’antica Roma infatti, si celebravano diversi culti, proprio nel periodo che precedeva il 25 dicembre. Queste feste, dette i Saturnalia, perché dedicate al dio Saturno, duravano dal 17 dicembre al 24, e si dedicavano all’agricoltura. Questi giorni erano estremamente speciali, poiché era l’unico momento dell’anno in cui l’ordine della società si invertiva, i poveri facevano i ricchi, gli schiavi i signori, e tutti avevano diritto di scherzare sulla religione. In alcune parti del mondo, ancora oggi in un giorno prima di Natale si assiste a questo rito di inversione delle parti all’interno della società.

Ma la festa che più si avvicina al Natale è senz’altro quella che si teneva il 25 dicembre stesso, in onore del dio Mitra, celebrato come il sole invincibile, “sol invictus“, attraverso una serie di riti molto simili a quelli cristiani (battesimo, comunione, e riposo domenicale). Questo appellativo, rivolto anche a Gesù Cristo, dai primi cristiani, era legato al passaggio del sole.

Come abbiamo già spiegato riguardo alla festa di San Giovanni Battista, infatti, il 25 dicembre il sole si trova in una posizione speciale (solstizio), che lo fa sembrare fermo per qualche giorno. Per questo motivo, in tutte le popolazioni del globo, fin dall’antichità, si sono tenuti riti dedicati al sole e alla sua potenza, per incitare l’astro a riprendere il suo cammino sull’orizzonte e portare la bella stagione con sé.
Così, mentre i Romani celebravano la festa del dio Mitra, da loro considerato come il sole, i Cristiani celebrano la nascita del loro Salvatore, considerato come la Luce dei credenti.

Le origini ebraiche
Le origini ebraiche della festa di Natale sono chiaramente dovute al fatto che tutta la religione cristiana nacque da quella ebraica. Nell’Antico Testamento si fa infatti riferimento alla venuta di un “messiah”, che in ebraico significa “l’annunciato”, e nella Bibbia si riferisce ai re di Israele. Quando fu annunciata la nascita di Gesù Cristo, alcuni ebrei interpretarono la cosa come l’avvento di una nuova fase nella vita dei credenti ed iniziarono a riferirsi a Cristo come al Messia per antonomasia. Da questo nacque la scissione tra la religione ebraica, che non riconobbe in Cristo un messia, e la nascente religione cristiana, che fece del messia e del suo messaggio di pace il centro delle sue credenze.

Le origini romane
Le origini ebraiche
L’Avvento
Il presepe
Babbo Natale
La posta di Babbo Natale
Il vischio
conclusioni
I mercatini di Natale

introduzione a cura di

Umberto Napolitano.com

Un volo nella notte

Urla nel silenzio dell’indifferenza

Questo racconto mi è stato inviato dall’amico Stefano, testimone di un dramma consumatosi nell’ennesimo volo di un uomo disperato verso un asfalto freddo e destinatario del suo ultimo rantolo di vita. Un altro suicidio verificatosi a poche ore da quello più famoso di Mario Monnicelli, ma con lo stesso denominatore: la difficoltà nel rapportarsi e riconoscersi se nessuno sa capirti o confortarti. La solitudine è la peggiore delle malattie perché, a causa dell’indifferenza umana, spesso si tramuta in paura di vivere.

 

” Voglio raccontare un triste e tragico episodio, uno dei tanti che purtroppo ogni giorno accadono nelle nostre metropoli e che non fanno più notizia, ma che ho sentito il dovere morale di raccontare ugualmente perché spero che possa contribuire a cercare di arrivare alle coscienze di chi potrebbe fare e non fa.
Vengo al dunque, mercoledì mattina alle 7 mentre mi stavo preparando per andare al lavoro ho sentito delle voci molto concitate provenire dal mio pianerottolo, mia moglie è uscita pertanto a vedere di cosa si trattasse e, dopo avere parlato con il nostro portinaio, veniva purtroppo a sapere che nel nostro cortile interno era stato trovato il corpo senza vita   dell’ inquilino che abitava da solo al quarto piano, proprio sopra il nostro appartamento. Questa persona si è suicidata lanciandosi dalla finestra del suo bagno nel silenzio della notte senza che nessuno nel palazzo abbia sentito nulla; poi, quasi in una situazione surreale, il silenzio cupo, come cupa è la morte, è stato lacerato dal suono delle sirene delle ambulanze del pronto soccorso, dei vigili del fuoco e della polizia.
Raccontato così, qualcuno potrebbe dire ” ma in fondo cosa c’e’ poi di tanto particolare in questa notizia ? “… del resto, come ho detto nella premessa, di fatti del genere ne succedono tantissimi in tutti i giorni dell’anno: ebbene, rispondo io, e la cronaca che voglio fare di questo accaduto è perché sono fermamente convinto che questa persona ora sarebbe potuta essere  ancora tra di noi, perché la sua morte è anche colpa di quelle enormi sacche di disfunzionalità dell’assistenza sociale della nostra ” civiltà “.
Luigi, si chiamava così, era un signore in pensione da tanti anni dopo avere lavorato come direttore in una importante azienda di Milano e già, molti anni fa, iniziò a manifestare segnali inequivocabili di quel mondo terribile che sono le malattie mentali. Ogni tanto si assentava per lunghi periodi perché sottoposto a terapie in centri specializzati, dopo di ché faceva rientro nel suo appartamento. Tutti sapevamo che assumeva dei farmaci che lo facevano stare tranquillo sino a quando, però, si ricordava di prenderli…vivendo solo ( aveva un unico fratello, ma in un altra città ).
E allora cosa succedeva? Semplice, in quei giorni Luigi diventava un’ altra persona, con una incredibile iperattività; passava intere giornate, e purtroppo anche nottate, con la musica ad alto volume, urlando di tanto in tanto contro qualcuno e contro qualcosa, e, quando usciva di casa, poteva bastare una parola od uno sguardo di una persona perché in lui si scatenasse una reazione incontrollata fatta di parolacce, minacce e litigi, di cose gettate dalla finestra con rancore  ma, soprattutto, la sua iperattività si manifestava nella grafomania. Scriveva tantissimo ed inondava le nostre cassette della posta di lettere, di biglietti, di relazioni sulle sue considerazioni riguardo ad  argomenti di qualsiasi genere. Peccato che quegli scritti a volte fossero stati offensivi e minacciosi nei confronti di mia moglie senza alcuna motivazione… perché da quel momento lei ha iniziato a non sentirsi più tranquilla dato che abbiamo un bambino di 10 anni e questa mancanza di tranquillità ci ha accompagnato per diverso tempo. Spesso ci chiamava sul telefono di casa ma, quando lo faceva, era tranquillo. Si rivolgeva a me sapendo del mio lavoro di Banca per informazioni di vario genere ed io, sempre molto pacatamente, cercavo di assecondarlo rispondendo con cortesia come se mi fossi trovato a colloquio con una qualsiasi persona normale. Luigi purtroppo non lo era, lo sembrava soltanto: era non solo malato, ma anche pericoloso da quello che avevo potuto appurare, perché rientrava in quella terribile casistica di chi ha un atteggiamento che può trasalire in comportamenti sconsiderati in ogni momento; in pratica come una bomba innescata che non sai quando potrà scoppiare… ed il salto nel vuoto di martedì notte ne è la tragica conferma.
Qualcuno dirà “… ma non avete mai avvisato nessuno?… “ Certo che lo abbiamo fatto e, per prima, proprio mia moglie che era stata oggetto di minacce verbali e scritte e che  si era rivolta alla polizia ma…  ma devo  tristemente sottolinearlo, per quanto di sua competenza, questa si è limitata ad affermare laconicamente che il caso richiedeva specifiche competenze di strutture adeguate e  preposte.
Penso lo abbiate capito: se ora sto facendo questa cronaca è perché qualcosa o qualcuno non ha funzionato. Si doveva intervenire e non lo si è fatto! E’ troppo facile e comodo ora per quelle persone di pessima volontà mimetizzarsi e liquidare  tutto con una alzata di spalle accompagnata dall’odiosa frase ” poveretto, non era a posto di testa, era uno squilibrato “
No, dico io , fermamente no! Non deve succedere che una persona possa perdere così la sua vita! Non ci sono e mai ci potranno essere alibi e giustificazioni che possano assolvere la coscienza di chi poteva intervenire e fare in tempo o non l’ha fatto pensando di potersi esentare ed assolvere coperto dal mare magnum della  burocrazia e dell’incuranza assistenziale, perché  tutti sono colpevoli se nessuno in particolare lo è!

Concludo:   a poche centinaia di metri dal futuristico Palazzo della Regione Lombardia, nel centro di Milano, nel cuore di una metropoli che si sta preparando a presentarsi al mondo con Expò 2015, il meglio del nostro Paese,… è inaccettabile che possano accadere cose terribili come quella che ho raccontato. Il progresso tecnologico è vero progresso solo se serve a qualificare e a migliorare  l’Uomo, conciliando le esigenze di lavoro con la famiglia, migliorandone i rapporti sociali e la sua interattività con il mondo che lo circonda, e, questo anche e soprattutto quando questi si ammala e necessita di assistenza…altrimenti non è e mai sarà progresso vero!

Stefano Micheli

introduzione a cura di

Umberto Napolitano.com

Un viaggio nel passato alla ricerca di un futuro

La caduta dei valori: il futuro riposa sulle ginocchia di Giove

Di umbertonapolitano

Cari amici, oggi vi dedico una storia strana ed irreale, ma forse non troppo lontana dalla realtà odierna tragica e grottesca…

” … secondo il mito, Poseidone si era innamorato di Medusa quando ancora era una bellissima fanciulla. Una notte dunque il dio la sedusse (o la violò) nel tempio di Atena. Quest’ultima profondamente irritata dall’affronto subito, aveva trasformato la fanciulla in un orribile mostro: le mani erano state trasformate in pezzi di bronzo; erano state fatte comparire delle ali d’oro e ricoperto il corpo di scaglie; i denti erano diventati simili alle zanne di un cinghiale; i capelli erano stati trasformati in serpenti ed al suo sguardo aveva dato la capacità di trasformare in pietra chiunque la guardasse negli occhi… ” ( nella foto la Medusa di Caravaggio )

Ogni tanto l’estro e la fantasia, ultimi scampoli di un  mio trascorso artistico, prendono il sopravvento su di me e mi ritrovo ad avventurarmi in considerazioni accompagnate da descrizioni allegoriche, o folli per chi preferisce, che mi spingono a rappresentare concetti e fatti attraverso simboli ed immagini che rimandano ad una realtà diversa da quella espressa letteralmente. Qualcuno penserà: ma cosa centra il concetto della ” caduta dei valori ” con la rappresentazione del nostro bel Paese trasformato dagli eventi in un’ orribile e ” sofferente ” Medusa?… Beh, a seguito di un complicato ragionamento, conseguenza naturale  dei recenti e prolungati stress che la situazione politica, attraverso i suoi rappresentanti, offre quotidianamente ai propri cittadini con sadica  ed indomita determinazione, ci può anche stare… ed io cercherò di convincervi a seguirmi nella mia insolita ed ingegnosa elucubrazione, anche se alla fine qualcuno potrà storcere il naso imputandomi interpretazioni e paragoni storici un po’ troppo personali.

Immaginiamo la nostra Italia nel 1994, alla nascita della Seconda Repubblica, come un’ambita preda agognata, una stupenda fanciulla radiosa e sognante, una giovane verginella portatrice di buone nuove e sacri concetti. L’immagine inviolabile di un’etica e moralità accostabili solo ad una certo tipo di cultura e politica  che da sempre ne  rivendica la proprietà come la dea Atena, nei tempi antichi, rivendicava la proprietà dell’integrità e devozione delle proprie vestali a guardia di ogni tempio eretto a suo nome, tra le quali la bellissima Medusa prima dell’orrenda metamorfosi.

Immaginiamo ora che improvvisamente anche nel 1994, da noi, si ripeta l’ orrido stupro e violazione di proprietà: un moderno Poseidone emerge inaspettato dagli abissi marini più profondi, profana il tempio di Atena e si impossessa della giovane Medusa, la rapisce e… la fa sua. Ebbene, Atena si imbestialisce, e di brutto, per cui, usando abilmente tutti i suoi poteri e navigate tecniche malefiche, trasforma la bellissima Medusa in un orrendo mostro, inguardabile, portatore ormai solo di lutti e disperazione; un mostro che non servirà più ne a Poseidone ne ad Atena, ma, soprattutto, a nessun altro!

Orbene, nella mia intricata riflessione, ho voluto immaginare Atena come la Vecchia Politica,  un’ antica istituzione, consolidata ed incatenata al proprio potere, e Poseidone come il nuovo ( non adesso, nel 1994 ), l’intruso profanatore, il Cavaliere, l’imprenditore televisivo Silvio Berlusconi, che si impossessa della verginella, l’Italia della Seconda Repubblica nascente, strappandola alle cure di chi con dovizia l’aveva pazientemente progettata e creata, e…

…, e da quel preciso istante sono morti tutti, immediatamente! Ognuno ha perso la forma e le intenzioni originali ma, soprattutto, ciò che di buono le aveva generate. La Vecchia Politica in primis, resa inefficiente ed imbarbarita da un odio eccessivo per l’affronto subito; il Cavaliere poi, menomato nell’entusiasmo e nell’operosità per le troppe ferite personali da dover continuamente rimarginare; la Seconda Repubblica infine resa orrida e scempiata, invivibile e ingovernata, dall’una e dall’altro, nell’infinita contesa e, dulcis in fundo, più appropriato dire ”  amaro “, noi… sì, anche noi !Morti dentro e fuori, spettatori indifesi, oggetti senza anima, succubi di tutto ciò, impietriti e rovinosamente trascinati nel limbo dall’inevitabile caduta di qualsiasi valore e  senza alcun futuro certo, perché, come dice Maroni…il futuro riposa sulle ginocchia di Giove.

Umberto Napolitano.com

Famiglie  d’Italia

Aids: un po’ di cautela e un po’ d’amore levano di torno qualsiasi dottore


1° dicembre: giornata mondiale per la lotta contro l’Aids ( Famiglie d’Italia news )

dicembre 1, 2010 di famiglieditalia

Oggi è la giornata mondiale dell’Aids, la peste moderna che ha mietuto e continua a mietere vittime ovunque, specialmente nei Paesi poveri. Tanto si è detto, tanto si è fatto ma, forse, troppo poco si è messo in atto. L’uso corretto di un preservativo rappresenta ancora l’arma più efficace di prevenzione, ma spesso, e specialmente da parte dei giovani, viene trascurato. Ora che anche la Chiesa sembra aver aperto in qualche modo al suo uso può darsi che cada qualche tabù fra i devoti per convinzione o convenienza, in ogni caso, però, e come si potrà meglio comprendere dall’articolo che seguirà,  ripreso da ANSA.it e firmato da Enrica BATTIFOGLIA ( nella foto in basso a destra ),la strada verso la debellazione del male è ancora ardua e lunga da percorrere.

AIDS, LA GIORNATA MONDIALE

In Italia un’infezione ogni due ore, ma meno malati

ROMA – Non abbassare la guardia e puntare alla prevenzione, con il vaccino terapeutico ma anche con comportamenti sessuali che, come ha detto oggi il ministro della Salute Ferruccio Fazio, sono “responsabili e collocati nel contesto di relazioni stabili”. Così l’Italia si presenta alla Giornata mondiale per la lotta contro l’Aids. Un’impostazione che ha trovato il pieno sostegno del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che a Roma è intervenuto nell’incontro organizzato da ministero della Salute e Istituto superiore di sanità (Iss).

L’Italia, ha osservato Letta, è stato uno dei primi Paesi “a capire l’Aids e ad impegnarsi come governo e classe scientifica sul piano della prevenzione e del vaccino”. Proprio sul vaccino terapeutico allo studio presso l’Iss da parte del gruppo di Barbara Ensoli si concentrano gli sforzi della ricerca italiana e i finanziamenti da parte del ministero. Un vaccino che ha fatto discutere e che ha suscitato “l’incomprensione di qualcuno, la resistenza di altri e forse l’ostilità di qualcun altro”, come la rilevato Letta. “E’ uno studio che il governo continuerà a finanziare in modalità da verificarsi”, ha detto Fazio. Via libera anche all’aggiornamento delle linee guida e all’insediamento, accanto alla commissione nazionale Aids, della consulta delle associazioni.

“Il dovere dei politici e degli scienziati è pensare all’eradicazione del virus Hiv”, ha osservato il presidente dell’Iss, Enrico Garaci, e in questa prospettiva la ricerca sul vaccino è “un importante contributo della ricerca italiana a livello mondiale”. Parallelamente è importante “non abbassare la guardia” e continuare a puntare alla prevenzione, considerando che in Italia il virus Hiv infetta una persona ogni due ore, ma che di questo non si è consapevoli perché ben 6 persone su 10 scoprono di avere il virus solo quando la malattia è conclamata. Complessivamente le persone sieropositive sono circa 150.000 e di coloro che contraggono l’infezione, 2 su 3 sono stranieri; grazie ai farmaci antiretrovirali, che permettono di tenere a bada il virus nell’organismo, il numero dei malati di Aids si è ridotto di 4.000 l’anno. E’ aumentata l’età media nella quale si contrae l’infezione (39 anni per gli uomini e 35 per le donne) e in 8 casi su 10 il virus Hiv si trasmette per via sessuale. Gli eterosessuali sono i più colpiti (65,4%) e il 25,3% non presenta fattori di rischio.

IN ITALIA UN’INFEZIONE OGNI DUE ORE, MA MENO MALATI – In Italia il virus Hiv infetta una persona ogni due ore, mentre il numero delle persone con l’Aids conclamato si è ridotto al punto che ogni anno si ammalano 4.000 persone in meno. Di coloro che contraggono l’infezione, 2 su 3 sono stranieri. E’ quanto emerge dai dati forniti da ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità (Iss) alla vigilia della Giornata mondiale per la lotta contro l’Aids. In Italia le nuove infezioni sono circa 4.000 ogni anno e le persone sieropositive sono circa 150.000; di queste 22.000 hanno l’Aids. Nonostante ciò, la consapevolezza generale del problema é scarsa in Italia. Dai dati forniti oggi dal Centro operativo Aids dell’Iss, 6 persone su 10 scoprono di avere il virus solo quando la malattia è conclamata. E’ aumentata l’età media nella quale si contrae l’infezione (39 anni per gli uomini e 35 per le donne) e in 8 casi su 10 il virus Hiv si trasmette per via sessuale. Gli eterosessuali sono i più colpiti (65,4%) e il 25,3% non presenta fattori di rischio. Tuttavia “rispetto a 15 anni fa nel nostro Paese si ammalano 4.000 persone in meno”, un dato che secondo il presidente dell’Iss, Enrico Garaci, “non è un risultato da poco perché é frutto della ricerca. ma anche dell’accesso ai farmaci garantito dal nostro Servizio sanitario nazionale”. Secondo i dati dell’Iss, nel 2009 sono stati diagnosticati 4,5 nuove infezioni da Hiv ogni 100.000 residenti italiani e 22,2 ogni 100.000 stranieri residenti. La maggior parte dei casi avviene nel Centro-Nord e le segnalazioni, rileva l’Iss, sono rimaste sostanzialmente stabili negli ultimi 10 anni. Dal 1982, quando sono stati registrati i primi casi, in Italia sono state colpite dall’Aids 63.000 persone; di queste 40.000 sono decedute.

Enrica Battifoglia

introduzione a cura di

Umberto Napolitano.com

Vieni via con me… e dammi una soluzione

Vieni via con me… e facciamo qualcosa!

novembre 23, 2010 di umbertonapolitano

La capacità descrittiva di Roberto Saviano nel rappresentare la parte peggiore della nostra umanità non teme confronti narrativi. E’ un’esposizione chiara e coraggiosa che pochi sono in grado di sostenere come lui, assumendosi oneri e rischi. Già era stato convincente e determinato nel suo capolavoro Gomorra, ma ancor di più lo è stato ieri, a Vieni via con me, serio e preciso nell’ elencare misfatti e nomi senza remore o titubanze. Le sue parole hanno scosso le coscienze ricordando fatti noti che anche i più temerari, al massimo, osano commentare da soli, a bassa voce, certi di non poter mai essere individuati. Ci ha raccontato di un ventennio di ” monnezza ” impunita, di un business colossale in mano alla malavita, politici corrotti ed imprenditori senza scrupoli. Un business maledetto ed inarrestabile fra Nord e Sud, causa dello scempio di una regione che fu tra le più belle del mondo, la Campania, ed ora resa marcia ed invivibile, forse… per l’eternità.

Giuro che brividi funesti hanno attraversato il mio corpo mentre l’anima soffriva per mancanza di speranza, quando sullo schermo è apparso il volto sereno e sorridente di Renzo Piano , architetto italiano a livello mondiale. Ha raccontato il significato del  verbo ” fare “, del fare bene che è un’arte complessa recepita solo da chi sia in grado prima di saper ascoltare, interpretare e, quindi, trasformare in ” fare ” per se, ma soprattutto per gli altri… come il suo fare architettura per il mondo creando luoghi di cultura ” avamposti contro l’imbarbarimento “… e con questa espressione bellissima mi sono addormentato pur se consapevole della mia impossibilità nell’emulare la sua sublime e tecnica arte del ” fare “.

Comunque, la puntata di ieri di ” Vieni via con me “ è tata intensa, scorrevole e piena di ospiti di livello, dal ministro Maroni a Corrado Guzzanti, da Ivano Fossati a Fiorella Mannoia, da Luca Zingaretti allo stesso Fazio ed altri ancora, tutti con un elenco di tante cose da declamare, raccontando o denunciando…

… per rendere, però, la serata perfetta… mi è mancato qualcuno, anche uno solo, un qualsiasi sconosciuto, che, per tirarmi su un po’ il morale, sia stato in grado di elencarmi qualche piccolo consiglio di ” cose buone da fare “ … cose da fare  per farci reagire e capaci di restituirci la forza e la volontà di continuare a vivere, offrendoci indizi concreti di quel ” cambiamento ” che in molti auspicano riempiendosi la bocca, ma che nessuno esplicitamente indica.

Umberto Napolitano.com

Aids: ragazzi, meglio non allentare la guardia

Aids: cala l’attenzione e aumentano i contagi

Un recente convegno tenutosi alla clinica Humanitas di  Milano ha messo in evidenza come ” il non parlare più di Aids ” , abbia causato un calo di attenzione e di precauzioni, specialmente da parte dei giovani, causando un preoccupante aumento dei contagi. Fra i vari post sull’argomento scelto quello proposto da Diregiovani.it

Allarme Aids : in aumento i contagi

ROMA – A 30 anni di distanza dalla prima ondata epidemica, il virus Hiv continua a colpire e lo fa anche approfittando della noncuranza con cui spesso si affronta il problema. E’ questo l’allarme lanciato da Françoise Barré-Sinoussi, premio Nobel per la scoperta proprio del virus dell’Aids, in occasione di un convegno sulle malattie infettive che si è tenuto a Milano presso la clinica Humanitas. Si tratta di 7500 nuovi casi ogni giorno nel mondo, che purtroppo la ricerca scientifica non riesce ad arginare, infatti in tutto questo tempo non si è approdati ancora ad una soluzione definitiva : il vaccino appunto! Questo a riprova del fatto che l’Aids è un virus complesso e soprattutto mortale.

L’unico risultato che si è riusciti a conseguire in questi anni, anche in Europa e Italia, è il riuscire a tenere sotto controllo la malattia utilizzando terapie combinate antiretrovirali, modificando sostanzialmente l’andamento della stessa nelle persone sieropositive. I numeri però, al di là delle cure, sono in aumento, infatti in Italia si stimano 180 mila persone Hiv positive, delle quali 22 mila con Aids conclamata, e duemila morti ogni anno, Molto più grave la situazione in Africa : 22 milioni di persone infette. Inoltre si valuta che per ogni due pazienti trattati con le terapie, altre cinque persone contraggono il virus. Il vero motivo di questo incremento sta nell’approccio al problema “Hiv”, spesso oggi taciuto e sottovalutato specialmente dai più giovani. E’ utile invece ricordare la pericolosità di questo virus e la facilità con cui si può trasmettere anche attraverso il semplice rapporto sessuale, insistendo sull’opportuno uso del profilattico come utile norma di prevenzione.

fonte: Diregiovani.it

introduzione a cura di

Umberto Napolitano.com

Seconda Repubblica, ovvero l’un contro altro armati

Tutti contro tutti e tutto: la Seconda Repubblica verso il fallimento

novembre 1, 2010 di umbertonapolitano

Quando in un Paese si combatte per distruggere e non per costruire… il suo destino è inesorabilmente segnato. Da quando è nata la Seconda Repubblica ogni più rosea speranza ed aspettativa dei cittadini partecipanti al progetto sono state tradite e vanificate: indipendentemente da chi abbia governato. Riferendosi agli ultimi due governi, quello di Prodi e di Berlusconi, l’esempio di fallimento e tradimento del rispetto degli interessi collettivi a favore di quelli personali appare sempre più evidente… lapalissiano! Il centro sinistra di Prodi è imploso per le rivendicazioni e le lotte delle minoranze interne determinanti per i loro ” no “, il centro destra di Berlusconi si sta disintegrando per gli stessi motivi, con l’aggiunta dell’odio che si porta dietro da 18 anni, odio che sta avvolgendo e dilaniando l’intera Italia.

Italia, una nazione di politici statici, ma rissosi ed inconcludenti ciarlatani, venditori di fumo e di demagogiche soluzioni che non si fermano davanti a nulla pur di anteporre le proprie convenienze e l’odio che si insinua ed ingigantisce non solo nei confronti dell’avversario che si vuole abbattere, ma che cresce e dilaga anche e, soprattutto, all’interno dei propri partiti: Fini si stacca da Berlusconi e crea il suo movimento, ma già adesso si denota nervosismo e desiderio di fuga o deviazione fra gli stessi fondatori, il Pd è un’arca allo sbando… un’ arca senza timone e timoniere, l’Idv divaga e ringhia nel dilemma  “ e se De Magistris fosse meglio di Di Pietro? “, e… l’Udc di Casini, alla ricerca di una propria identità coerente e presentabile, salta da destra a sinistra con la naturalezza di chi vive una confusione indipanabile.

Gli altri, i partiti di secondo piano, nel frattempo cosa  fanno?… Sopravvivono, creano a loro volta altri partiti sognando scissioni e ribaltamenti epocali con condottieri emergenti quali Lombardi e Vendola ( ai quali recentemente si è aggiunto Miccichè ) o cercano annessioni ai partiti più forti in cambio di qualche carica che li rigeneri in attesa di nuove rinascite, come tante fenici pazienti. La Lega di Umberto Bossi, unica eccezione, che poi è quella che contribuisce a confermare la regola, procede invece spedita e sicura: mira solo al federalismo, per ora col Pdl, ma domani chissà!… E nel frattempo le nostre speranze scemano.

In tutto questo marasma le famiglie annaspano ed i loro giovani oziano, o meglio… sono costretti disperatamente ad oziare. Negando loro serenità e prospettive si nega il futuro di un intero Paese: non sono giovani bamboccioni, sono i rappresentanti dei futuri fallimenti premeditati a tavolino per chissà quale assurdo disegno o malaugurata imperizia. I genitori li preservano e li aiutano, i più fortunati li recuperano… gli altri li vedono naufragare nella depressione dell’inerzia che confluisce nell’alcool e nella droga .

POLITICI RAVVEDETEVI E RINNOVATEVI!!!  Se avete deciso di distruggervi… fatelo una volta per tutte e togliete il disturbo ! E questo vale  per chi di voi è più collocabile e riconoscibile tra le vecchie matrone di una politica stantia che in nessun caso si scolla dagli scranni occupati: avete avuto a disposizione tutto il tempo necessario, ma avete fallito. E’ assodato! Dietro di voi, a destra e a sinistra, ci sono delle forze emergenti più giovani e più vicine ai giovani: cedete loro il campo finché rimane ancora tempo e rimedio. In caso contrario un giorno potreste voi maledirvi per primi!

BUON 1° NOVEMBRE A TUTTI… E RISPETTO E PREGHIERA NEL RICORDO DEI NOSTRI CARI ESTINTI.

Umberto Napolitano.com

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