La famiglia è minacciata, bisogna sostenerla
Di umbertonapolitano
Oggi, 10 gennaio, possiamo affermare che il 2011 fa il suo ingresso ufficiale nella nostra vita proiettandoci verso le speranze che solitamente porta l’arrivo di un nuovo anno, ed è compito nostro far sì che tali speranze, per ora racchiuse in una sfera di cristallo, si trasformino al più presto in piacevoli realtà. Le feste si sono allungate con un ponte aggiuntivo di tre giorni, a parziale risarcimento di un anno che ne vedrà pochissimi per una serie di scherzi del calendario. Quando inizia un nuovo anno il nostro corpo solitamente si rigenera di spinte ed intenzioni positive: dimentichiamoci del passato e proiettiamoci nel futuro con lena e nuove aspettative. I messaggi di auguri ci hanno inondato le vacanze, quasi tutti con poesiole ben auspicanti, e, uniti a questi, anche qualche consiglio e qualche monito più serio… come quello di ieri del nostro Papa, Benedetto XVI.
La famiglia è minacciata, bisogna sostenerla! Mai parole sono apparse più appropriate. La famiglia, nel suo insieme e nei suoi valori, mai come adesso è posta sotto un assedio asfissiante che le toglie respiro, energie e finanze. Non siamo ancora usciti da una crisi spaventosa che ci ha appena devastati, che già gli speculatori hanno rifatto capolino per risucchiarci i pochi spiccioli appena rimediati. L’aumento del costo dei carburanti, a mio parere, in queste vacanze, è stata una delle azioni più vergognose che mai uomo avrebbe potuto immaginare e mettere in atto. Che schifo! Con tutte le difficoltà con le quali si sono misurate le famiglie e i loro componenti negli ultimi tempi, arriva finalmente il Natale e la possibilità di investire una parte dei pochi risparmi e tredicesime in arrivo in qualcosa di necessario e rilassante, nonché ben augurante per il futuro… ed ecco che questi “ aguzzini ” di petrolieri, sempre affamati e mai soddisfatti, portano il costo dei carburanti a valori superiori a quando il prezzo dell’accaparramento del petrolio sui mercati era di un 60% superiore a quello attuale, causando una serie di rincari a pioggia, rovinandoci e limitandoci nelle intenzioni e negli acquisti.
” Vergogna! E che possiate ubriacarvi ed arricchirvi fino a trasformare voi stessi in banconote da depositare in bunker fortificati ed isolati… fuori dal mondo. “ … Sì, fuori dal mondo! Perché il loro mondo, pur sottoponendoci a continua coercizione con la sua avidità, per fortuna non ci appartiene. Noi siamo ancora possessori e portatori di valori importanti, come l’amore e la responsabilità. Noi siamo e abbiamo una famiglia che si sostiene grazie a quei valori, senza i quali gli aguzzini avrebbero sempre il sopravvento sulle nostre esistenze. Ha ragione il nostro Papa ad ammonire che la famiglia va sostenuta e non disossata. E questo dovrebbero capirlo per primi gli speculatori stessi, perché se ci prosciugano definitivamente, dopo, per sopravvivere, sarebbero costretti a divorarsi l’un l’altro. La famiglia va sostenuta dalle autorità ma anche e soprattutto da noi stessi. … Dobbiamo cercare di riscoprire in noi il meglio, ritrovare e ridarci un’identità. Forse non esagera Benedetto XVI quando ci invita a cominciare a ridare ai nostri figli nomi più cristiani che esotici. Perché ci evita di abbinarci a mode e cliché che ci affascinano, ma non ci appartengono, facendoci immaginare di essere componenti di un mondo che ci lusinga solo per catturarci e nutrirsi di noi.
Dobbiamo essere capaci da soli nel distinguere e scegliere tra il bene e il male, ritrovare in noi i valori e con essi la voglia e la forza per reagire e migliorare… per noi, per i nostri figli, per la continuazione del mondo. Il mondo non può essere una lotta continua. Quello che ora sta accadendo in Tunisia ed Algeria, il popolo che scende in piazza e si fa ammazzare per un tozzo di pane che gli viene negato per speculazioni ed egoismi feroci, è già accaduto ai tempi della rivoluzione francese, è stato appena accennato in Grecia, ma potrebbe rimpolparsi ed estendersi ovunque… Quindi il messaggio di Benedetto XVI a sostenere una famiglia minacciata si muove come un monito totale, anche e soprattutto verso coloro che di questa minaccia sono gli indiziati principali.
Bene, da oggi siamo finalmente e realmente nel 2011: diamoci tutti una mossa e proviamo ad imporci delle regole migliori e differenti da quelle passaste e fallimentari. Accogliamo l’invito del nostro Papa ed insieme, vittime e carnefici, proviamo a guardare ad un futuro più umano e, soprattutto, più consapevole, rifugiandoci, coccolandoci e rigenerandoci nel tepore dell’amore familiare… per noi e per le generazioni future!
Umberto Napolitano.com





La Befana è una vecchietta che vola su una scopa; porta uno scialle sulla testa e i suoi abiti scuri sono strappati e sporchi di fuliggine, perché per entrare nelle case si cala giù dal camino. Questa vecchina, la notte del 5 Gennaio, quando le persone dormono, porta doni ai bambini: bambole, macchinine, libri, giochi vari e dolciumi. Se qualcuno è stato disubbidiente, troverà carbone, cenere, cipolle, aglio. Una settimana prima della festa, i bambini cercano di fare i “buoni” e la sera prima preparano la calza appesa al camino e vanno a letto presto.







Il Natale, inteso come festa della nascita del Messia, e celebrazione di un nuovo periodo di prosperità, trae le sue origini dalla religione ebraica, ma già dall’antichità Romana si ritrovano festeggiamenti il 25 dicembre.
Ma la festa che più si avvicina al Natale è senz’altro quella che si teneva il 25 dicembre stesso, in onore del dio Mitra, celebrato come il sole invincibile, “sol invictus“, attraverso una serie di riti molto simili a quelli cristiani (battesimo, comunione, e riposo domenicale). Questo appellativo, rivolto anche a Gesù Cristo, dai primi cristiani, era legato al passaggio del sole.











Quando in un Paese si combatte per distruggere e non per costruire… il suo destino è inesorabilmente segnato. Da quando è nata la Seconda Repubblica ogni più rosea speranza ed aspettativa dei cittadini partecipanti al progetto sono state tradite e vanificate: indipendentemente da chi abbia governato. Riferendosi agli ultimi due governi, quello di Prodi e di Berlusconi, l’esempio di fallimento e tradimento del rispetto degli interessi collettivi a favore di quelli personali appare sempre più evidente… lapalissiano! Il centro sinistra di Prodi è imploso per le rivendicazioni e le lotte delle minoranze interne determinanti per i loro ” no “, il centro destra di Berlusconi si sta disintegrando per gli stessi motivi, con l’aggiunta dell’odio che si porta dietro da 18 anni, odio che sta avvolgendo e dilaniando l’intera Italia.
Italia, una nazione di politici statici, ma rissosi ed inconcludenti ciarlatani, venditori di fumo e di demagogiche soluzioni che non si fermano davanti a nulla pur di anteporre le proprie convenienze e l’odio che si insinua ed ingigantisce non solo nei confronti dell’avversario che si vuole abbattere, ma che cresce e dilaga anche e, soprattutto, all’interno dei propri partiti: Fini si stacca da Berlusconi e crea il suo movimento, ma già adesso si denota nervosismo e desiderio di fuga o deviazione fra gli stessi fondatori, il Pd è un’arca allo sbando… un’ arca senza timone e timoniere, l’Idv divaga e ringhia nel dilemma “ e se De Magistris fosse meglio di Di Pietro? “, e… l’Udc di Casini, alla ricerca di una propria identità coerente e presentabile, salta da destra a sinistra con la naturalezza di chi vive una confusione indipanabile. 






