Sito ufficiale del cantautore Umberto Napolitano, nonché Presidente dell’Associazione Famiglie d’Italia, per la quale edita un articolo al giorno.

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di do
maggio 25, 2011 di umbertonapolitano
Oggi, giorno del mio compleanno, per la prima volta decido di raccontare qualcosa della mia vita artistica, non per motivi di esaltazione personale … ma per rispondere in qualche modo a coloro che si chiesero un giorno sul perché del mio ritiro e che ora si chiedono su quello del mio rientro.
Sono nato nella caserma del III Bersaglieri di Brescia il 25 maggio 1947 e vissuto i primi 18 anni della mia vita tra caserme e case militari sparse per il Nord Italia. Il 26 giugno1965 a 18 anni, un mese ed un giorno, preso possesso della patente alla scuola guida, decisi di lasciare Torino, i miei genitori e l’ultimo anno di ragioneria, per intraprendere il viaggio alla conquista della metropoli musicale italiana: Milano.
Avevo iniziato a calcare le scene fin da piccolo: alla Rai di Torino con Febo Conti ed Enza Sampò nella trasmissione pomeridiana “ Il circolo dei castori “e come chitarrista/cantante a 15 anni in un’orchestra da sala da ballo, tanto per ricordare le situazioni più importanti.
Ma il sogno era Milano: 20.000 lire in tasca, una Fiat 500 acquistata con i risparmi e … via all’avventura!
Fui subito accolto dalle braccia paterne di FRANCO NEBBIA ( nella foto ), uno dei padri del cabaret milanese, confrontandomi con artisti affermati sotto la sapiente regia di un giovane ed emergente regista, quale Enrico Vaime.
Mi imposi come cantautore impegnato socialmente e fui subito notato da una casa discografica importantissima: la Jolly records. Con questa etichetta incisi il mio primo singolo da adulto ( infatti da bambino, a15 anni, accompagnato dal mio papà maresciallo dell’esercito, dietro indicazione di Adriano Celentano che aveva fatto il militare nella sua caserma, approdai alla Vedette records, incidendo un singolo prodotto da Gian Pieretti e dal titolo “ La croce di un uomo “ e “ Ti prego,torna “, nascosto dietro lo pseudonimo Umberto May. Esperienza nata e morta nel volgere di un’estate ).
Il primo singolo con la Jolly conteneva due brani: “ Guarda il mondo “ e “ La vita del bar “e mi presentai al grande pubblico con il nome d’arte Umberto.
Il 1966 fu un anno importantissimo. Il famoso produttore Nanni Ricordi decise di accogliermi nella sua scuderia e con la canzone “ Chitarre contro la guerra “, da me scritta, vinsi il premio della critica al Festival delle Rose di Roma, interpretandola insieme a Carmen Villani, e mi feci conoscere, oltre che in Italia, anche in gran parte dell’ Europa.
Cominciai, inoltre, a scrivere canzoni per altri interpreti, ma col sorgere dei primi problemi affiorarono anche i primi contrasti nella mia coscienza di artista libero. Fui preso come bandiera dei cantautori di sinistra. Mio padre fu accusato dai suoi superiori di avere un figlio comunista e minacciato di trasferimenti vari se non fosse riuscito a farmi cambiare atteggiamenti ed ideologie …
Erano altri tempi. In realtà mio padre si guardò bene dall’intromettersi nella mia vita privata ed artistica. Era un grande uomo, ancora adesso ben presente e vivo nella mia memoria e nel mio cuore, benché io abbia già da tempo virato la boa dei 60 anni.
“ Ma io, mi sentivo davvero un comunista o ero semplicemente un pacco sul quale avevano appiccicato frettolosamente un’etichetta? “
Avevo i miei dubbi: credevo nei valori della vita, nella fede in un Essere superiore che ci aveva creati tutti uguali, ma liberi di crescere, di evolversi, di migliorare … o di cadere. Odiavo la guerra, ma ero consapevole che una chitarra o una manifestazione pacifista non avrebbero risolto molto senza un impegno comune che avesse visto alleati uomini eterogenei, ma fratelli e uniti nello scopo. La mia bandiera era esclusivamente rossa o aveva i colori del buon senso e dell’amore?
Tutto il fermento che si muoveva nel mondo giovanile e studentesco avrebbe portato a risultati positivi o a semplici cambi di rotta per interessi superiori e difficilmente individuabili? Avrei dormito sereno la notte, consapevole di avere barattato i miei dubbi con patti politici che mi avrebbero aperto le porte del successo e dei facili guadagni?
Non ero pronto e lo dissi al mio produttore che, naturalmente, mi abbandonò alle mie elucubrazioni:
prendere o lasciare!… Molti lo fecero, presero … per pentirsi poi in tempi recenti, io no! Ero un artista, un artista vero … libero, coerente e fuori mercato.
E così che scrissi “ Il cammino di ogni speranza “, canzone presentata al festival di Sanremo nell’edizione 1967, interpretata da Caterina Caselli e Sonny & Cher. Canzone con la quale davo l’addio al sogno della speranza nei grandi cambiamenti, speranza che si era manifestata per qualche momento per poi dileguarsi quasi subito, inesorabilmente … come purtroppo accadde qualche tempo dopo con la constatazione del fallimento di un’utopia: la rivoluzione del 68!
Ormai in contrasto con Nanni Ricordi, che ho rispettato e rispetto per l’onestà del suo credo politico, partecipai alla manifestazione “ Un disco per l’estate “ nel 1967 con il brano “ Gioventù “, ottenendo un buon successo, ma la mia sorte era ormai segnata: niente compromessi … niente successi.
Seguirono un paio d’anni di tentativi vari con etichette discografiche diverse, ma avendo abbandonato il filone della canzone sociale, mi spensi lentamente insieme alla mia creatività.
Seguirono alcuni anni, chiamiamoli, di “ riflessione “. Avevo guadagnato un po’ di soldi ed i diritti SIAE mi permettevano di sopravvivere. Inoltre, cominciai a collaborare come sceneggiatore di fumetti in voga a quei tempi, con discreti successi e soddisfazioni finanziarie. Per un paio di stagioni feci pure l’impresario, collaborando con uno dei “ grandi “ di allora “ Luigi Canzi “, occupandomi di “ ex colleghi “ di una certa caratura come Al Bano, Romina Power e Iva Zanicchi.
Nel frattempo mi ero fidanzato e sposato con la mia splendida Natalina, la quale ha condiviso con me, e continua tuttora a condividere, gioie ed apprensioni.
Spinto dai genitori e dai suoceri, con la nascita del mio primogenito Pierluca, decisi di affrontare l’ultimo anno di ragioneria che avevo lasciato in stand-by ed ottenni il diploma frequentando un corso normale in una scuola pubblica di Milano, il Pietro Custodi.
Avevo 27 anni ed i miei compagni 18: una differenza che non avvertimmo, legammo e … per incanto si risvegliò la mia vena poetica e musicale.
Grazie al mio nuovo produttore, Silvio Crippa, fui ingaggiato dalla Warner Bros italiana, con la quale inanellai una serie di hit dal 1976 al 1979 ( Ora il disco va, Oggi settembre 26, Con te ci sto, Come ti chiami, Hey musino, Amiamoci, Bimba mia ), alcune delle quali interpretate da altri artisti( Senza discutere/Nomadi, Meglio Libera/Loredana Bertè, etc. ), fino a che non fondai una mia etichetta l’ “Amiamoci “, con la quale continuai con discreta fortuna fino al 1983.
Chiaramente le canzoni non erano politicamente impegnate, ma avevano un linguaggio che penetrava facilmente fra i giovani e poi … io mi divertivo a lanciare, ben sapientemente celati, messaggi che sublimemente si intrufolavano nell’anima. Come?… in modo semplice, attraverso la rappresentazione di fatti della vita di tutti i giorni.
Rischiai anche di vincere un paio di Festival di San Remo con canzoni come “ Con te ci sto “ “ Bimba mia “, ma i giochi erano troppo ” complicati “: fui confortato da ottime vendite.
Nel 1983, dopo un successo internazionale con la canzone “ Un estate d’amore “, scritta in Calabria in un villaggio turistico storico che ricordo con commozione,” Il lido degli Aranci “, vedendo che la mia vita si era ridotta ad una continua corsa tra una tournée e l’altra, e non riuscendo a trovare sbocchi “ intelligenti “ senza dovermi scontrare con i soliti compromessi ( insomma, stufo di fare canzonette ed impossibilitato a scriverne più impegnate per i noti motivi ), ed essendo nel frattempo nata la mia secondogenita “ Alessia “, e … … decisi che molto presto avrei appeso l’ugola al chiodo per dedicarmi ad attività alternative che avrei scoperto nel tempo.
Mi sono sottratto, quindi, alle sirene del revival anni ’60/’70 per un senso di rispetto per quanto di buono avevo creato nell’arco della mia carriera … dentro di me speravo sempre di poter rientrare un giorno con qualcosa di nuovo ed “ intelligente “: stavo per riuscirci nel 1989 con uno degli album più belli e d’avanguardia della mia carriera, sul tema dell’ecologia, dal titolo “ … al mio caro pianeta terra “. Per uno di quei motivi strani, ma che nel mondo artistico si ripetono abbastanza frequentemente, questo album fu completamente ignorato … praticamente non uscì mai! Da qui la scelta definitiva.
Smesso di cantare, ho fatto altri mestieri, spaziando dal marketing aziendale a consulenze varie. Mi sono trasferito per qualche periodo negli Stati Uniti, collaborando come corrispondente europeo per una società americana, e questo per una decina d’anni; per un altro paio residente in Francia, sempre per motivi di lavoro, ma la Francia è Europa … e la mia presenza in Italia, sempre più frequente, favorì il rientro definitivo nei patri confini all’inizio del 2010.
Ho scoperto recentemente l’importanza e la forza della rete telematica: con alcuni amici ho creato un’associazione per riunire altri amici che sentano come me l’importanza di concetti e valori vicini alla famiglia, alla nostra identità italiana e al nostro credo cristiano. Ho creato “ Famiglie d’Italia “ ed un blog, questo, ( www.famiglieditalia.it ) attraverso il quale vengono promossi comportamenti sani, ecologici ed iniziative aggregative. Mi è ripresa la voglia di scrivere canzoni, articoli, libri e, di conseguenza, … la spinta irrefrenabile di ritornare a cantare per proporre le mie iniziative in piena libertà, senza vincoli o catene di appartenenza a nessun partito politico. La mia presa di posizione non è qualunquista, bensì rappresenta la consapevolezza raggiunta con la maturità, e cioè, che ciò che contano sono i fatti e non gli slogan:
le idee sono racchiuse e vissute nell’animo di ognuno di noi … e nessuno può impedirci, crescendo, di poterle liberamente cambiare, convinti di migliorarle.
” Volerò ” è il titolo del brano col quale mi ripresento, un brano dedicato a valori che si sono persi nel tempo, specialmente in tutti quei giovani “ di un’isola e di un giorno “ ( la famosa Isola di Wight di una canzone ) che sognavano di cambiare il mondo e che ora questo mondo guidano con molti scheletri nell’armadio, dimentichi di tante buone intenzioni. “ Volerò “ è un invito a guardarsi dentro, a ritrovare quelle speranze e quei valori capendo ” la differenza tra chi ama e … un’anima senza “.
Bene, spero di non aver ecceduto nei personalismi e di non essere caduto nel patetico:
vi ho raccontato di ieri, di oggi e di domani … e di dopodomani?… ai posteri la risposta!
Questo è quanto vi dovevo, ciao.
Umberto Napolitano.com
Oggi è il giorno di una delle feste più belle del nostro calendario: la Festa della Mamma. I bambini in questo giorno esprimono l’amore a colei che ha dato loro la vita con piccoli doni per lo più creati dalle loro stesse mani. Famiglie d’Italia vuole rendere onore a questa festa offrendovi la possibilità di ascoltare una delle canzoni più dolci dedicate alle mamme, quella incisa da una giovane e bellissima Anna Identici, ed un post, pescato in rete, edito da digilander.libero.it, che racconta del perché e delle origini della festa. Buona festa a tutte le mamme del mondo.
Le origini della festa della mamma
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| Era la personificazione della Madre Terra, protettrice della vegetazione e dell’agricoltura e veniva raffigurata come una matrona seduta in trono fra due leoni. |
| Nel mese di maggio i Romani dedicavano un’intera settimana di festeggiameni, detta “Floralia”, a Cibele, alla primavera e ai fiori. |
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| Nel 1914 gli Stati Uniti istituirono la “Giornata nazionale della mamma” su proposta di Anna M. Jarvis (1864-1948). Anna era molto legata alla madre, un’insegnante della Andrews Methodist Church di Grafton, nel West Virginia. |
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| Nel 1914 il presidente americano Woodrow Wilson decretò il Mother’s Day festa nazionale, che doveva tenersi ogni anno nella seconda domenica di maggio. |
| Oltre agli Stati Uniti questa data è stata adottata da Danimarca, Finlandia, Turchia, Australia e Belgio. |
| In Norvegia viene celebrata la seconda domenica di febbraio, in Argentina la seconda di ottobre; in Francia la festa della mamma cade l’ultima domenica di maggio ed è celebrata come compleanno della famiglia. |
| In Italia la Festa della mamma si festeggia la seconda domenica di maggio, come negli Stati Uniti. |
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introduzione a cura di
aprile 24, 2011 di famiglieditalia
Cari amici, nell’augurare a tutti Buona Pasqua, dopo il mio solito viaggetto su Google, ho deciso di copiare ed incollare per voi le notizie più interessanti relative al ” perché e come ” si festeggia la Pasqua in Italia e nel mondo. Mentre il Natale di solito lo si trascorre in casa con i propri cari, a Pasqua, se è possibile, si cerca di evadere per qualche giorno dal tran tran quotidiano con escursioni che anticipano in qualche modo gli esodi estivi. Anch’io mi prenderò un paio di giorni di vacanza come da tradizione che ci tramanda un detto tanto caro a tutti: Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi!
Il perchè della Pasqua ( fonte Wichipedia )
La Pasqua è la principale festività del cristianesimo. Essa celebra la risurrezione di Gesù che, secondo le Scritture, è avvenuta nel terzo giorno successivo alla sua morte in croce. La data della Pasqua, variabile di anno in anno secondo i cicli lunari, determina anche la cadenza di altre celebrazioni e tempi liturgici, come la Quaresima e la Pentecoste.
La Pasqua ebraica, chiamata Pesach, celebra la liberazione degli Ebrei dall’Egitto grazie a Mosè.
La parola ebraica pesach significa “passare oltre”, “tralasciare”, e deriva dal racconto della Decima Piaga, nella quale l’Angelo sterminatore vide il sangue dell’agnello del Pesach sulle porte delle case di Israele e “passò oltre”, colpendo solo i primogeniti maschi degli egiziani, compreso il figlio del faraone. In questo modo Israele è passato da una condizione di schiavitù (sotto gli egiziani) ad una libertà con Dio verso la terra promessa.
La Pasqua con il Cristianesimo ha perso il suo significato originario, venendo a connotare un “passaggio”, ovvero:
Perciò, la Pasqua cristiana è detta Pasqua di risurrezione, mentre quella ebraica è Pasqua di liberazione dalla schiavitù d’Egitto.
( Fonte UniversiNet.it ) Va detto che, tra le tante tradizioni, quella dell’ uovo (da mangiare o da dipingere) si ritrova un po’ in tutte le Nazioni, probabilmente perché l’ uovo simboleggia la fecondità e la speranza per il futuro.
Nonostante questa tradizione abbia origini antichissime, fu solo a partire dal XVI secolo che nacque l’usanza di nascondere una sorpresa nell’ uovo.
In Germania, così come in in Svizzera, di dice che le uova vengano nascoste da un coniglietto (simbolo della nuova vita che ritorna ogni primavera) e il giorno di Pasqua i bambini si divertono in una sorta di caccia al tesoro che culmina nel ritrovamento delle uova. Il pranzo pasquale tedesco è a base di agnello e la sera di di Pasqua nelle campagne vengono accesi dei fuochi che simboleggiano la fine dell’ inverno e l’ inizio della primavera.
In Russia la tradizione pasquale esige che le uova sode vengano colorate di rosso e nella tradizione ortodossa viene preparato il Kulitch, un panettone accompagnato da ricotta dolce.
In Inghilterra, invece, la Pasqua viene festeggiata mangiando gli Hot cross buns, piccole ciambelle.

Molto prima di Pasqua i bambini finlandesi piantano dei semi in piccoli vasi e secondo la tradizione, la notte tra il venerdì e la domenica di Pasqua le streghe escono dai loro nascondigli e volano in cielo (una sorta di Halloween finlandese!).
Mentre in Grecia la Pasqua è considerata come la festa più importante dell’ anno ed è celebrata con un pranzo a base di riso alla greca e suopa mayeritsa, in Francia ai bambini viene detto che il venerdì che precede la Pasqua le campane non suonano poiché sono volate verso Roma. Sempre in Francia la tradizione vuole che in passato l’ uovo più grosso deposto dalle galline durante la Settimana Santa spettasse al re.
In questi giorni di festa, in Olanda e in Danimarca domina il colore giallo: gli olandesi mettono in casa dei fiori gialli, mentre i danesi apparecchiano la tavola con un tovaglia e delle candele di questo colore.
In Italia, al di là delle consuete celebrazione religiose, nel periodo pasquale si è soliti mangiare un dolce a forma di colomba, simbolo di pace. Questo dolce fu creato nel 750 a.C da un pasticcere di Pavia che lo diede poi in dono ad Alboino, re dei Longobardi.

Tra i dolci pasquali del nostro Paese ricordiamo anche la Pastiera napoletana, i Pardulas sardi , la Schiacciata di Livorno e la Cassata siciliana.
marzo 21, 2011 di umbertonapolitano
Mai come questo lunedì la settimana si apre all’insegna dell’incertezza e del timore: venti di guerra sul Mediterraneo, venti di uranio sul Pacifico, solite turbolenze sull’oceano della politica nazionale che riesce a rimanere divisa anche nei momenti cruciali … e noi, noi sempre più abbandonati a noi stessi e, per fortuna, alle nostre risorse personali. Per meglio caricarci ho deciso di dedicare questo post ad un brano interpretato da Kate Perry che sta spopolando nelle hit internazionali, Firework ( Fuoco d’Artificio ), offrendovi la traduzione italiana del testo originale per permettervi di leggerlo attentamente per iniettarvi una dose di fiducia che vi aiuti ad affrontare meglio le intemperie della nuova settimana che si è appena affacciata.
Firework
Ti sei mai sentito come una busta di plastica trasportata
dal vento, che vuole ricominciare tutto da capo?
Ti sei mai sentito sottile come un foglio di carta,
e come un castello di carte, ad un soffio dal cadere?
Ti sei mai sentito già sepolto in profondità?
delle urla a tre metri sotto terra che nessuno sente
Sai che c’è ancora una possibilità per te?
Perché c’è ancora una scintilla in te
Devi solo dar fuoco, la luce, e lasciarla splendere
Fai tua la notte come il quattro di luglio*
Perché tesoro sei un fuoco d’artificio
Su, mostra a tutti il tuo valore
Fa’ loro esclamare “Oh, oh, oh”
Mentre ti lanci nel cielo
Tesoro sei un fuoco d’artificio
Su, lascia bruciare i tuoi colori
Fa’ loro esclamare “Oh, oh, oh”
Li lascerai cadere giù
Non ti devi sentire come se non valessi niente
Sei originale, non puoi essere rimpiazzato
Se solo sapessi ciò che riserva il futuro
Dopo un uragano c’è un arcobaleno
Forse è colpa tua se tutte le porte sono chiuse
quindi potresti aprirne una che ti porterà alla strada giusta
Come un lampo di luce, il tuo cuore soffierà
E’ quando è il momento, lo saprai
Devi solo dar fuoco, la luce, e lasciarla splendere
Fai tua la notte come il quattro di luglio*
Perché tesoro sei un fuoco d’artificio
Su, mostra a tutti il tuo valore
Fa’ loro esclamare “Oh, oh, oh”
Mentre ti lanci nel cielo
Tesoro sei un fuoco d’artificio
Su, lascia bruciare i tuoi colori
Fa’ loro esclamare “Oh, oh, oh”
Li lascerai cadere giù
Boom, boom, boom
Anche più luminoso della luna
Ed è sempre stato dentro di te
Ed ora è il momento di lasciarlo uscire
Devi solo dar fuoco, la luce, e lasciarla splendere
Fai tua la notte come il quattro di luglio*
Perché tesoro sei un fuoco d’artificio
Su, mostra a tutti il tuo valore
Fa’ loro esclamare “Oh, oh, oh”
Mentre ti lanci nel cielo
Tesoro sei un fuoco d’artificio
Su, lascia bruciare i tuoi colori
Fa’ loro esclamare “Oh, oh, oh”
Li lascerai cadere giù
Boom Boom Boom
Anche più luminoso della luna
marzo 17, 2011 di umbertonapolitano
Nella ricorrenza dei 150 anni dalla sua nascita, un augurio sincero a tutte le famiglie italiane ed a tutte quelle che in Italia vivono e si sono integrate. L’ ” unità “ è un sentimento che non può essere imposto, è la conferma spontanea di un’identità e di un’appartenenza ad un territorio comune costruito tutti insieme in anni di sacrifici e di conquiste… un sentimento che non tende a circoscrivere e a limitare, ma che, al contrario, deve rappresentare il trampolino per l’avverarsi di un sogno che coinvolga tutta l’umanità in un’ ” unità ” di intenti e di amore… totali, universali.
Il mio augurio è per tutte le donne del mondo ed in particolare per quelle che ci sono accanto.
marzo 8, 2011 di umbertonapolitano
Per meglio onorare le donne invito ogni uomo a compiere un atto gentile e sentito, un atto che sia superiore ad ogni fiore o ad ogni dono prezioso offerto… una semplice parola da sussurrare alla donna mamma che ci ha dato la vita e alla donna compagna che ne ha preso il posto colmandoci di ogni vuoto con una presenza assidua al nostro fianco sia nei momenti belli sia in quelli brutti, una semplice parola non acquistata ma generata dal cuore, una parola corta ed infinita… grazie!
Per l’occasione ripropongo il post dell’anno scorso, invitandovi a coglierne il messaggio sincero di rispetto e amore.
Di umbertonapolitano
” Le origini della festa dell’8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell’industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l’8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all’interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia. “ ( dal portale Italia Donna, post del 18 febbraio 2010).
Ho voluto aprire questo mio omaggio a tutte le donne del mondo con un breve accenno alle origini tragiche di questo giorno di festa. Per chi poi volesse saperne di più, grazie a Wikipedia ( Giornata Internazionale della Donna – Wikipedia )potrà colmare ogni lacuna… ora però vorrei invitare tutti ad un momento di serena riflessione. Oggi, come accade in ogni data importante che la maggior parte dei calendari del mondo sottolineano per ricordare tappe ” storiche ” dell’evoluzione umana, la ” festa ” sarà contornata anche da ” comizi e rivendicazioni ” , durante i quali non mancheranno motivi di scontro e di polemica, tendenti ad assegnare l’appartenenza di questo giorno più ad un colore politico che ad un altro.
Ebbene, io preferisco staccarmi dal coro, non voglio più ricordare con “ rabbia “ il passato per le discriminazioni subite dalle donne, ma esaltare il presente che, almeno per il mondo occidentale, ha quasi totalmente colmato questo insulso gap. La mia speranza, per quanto concerne i paesi dove la donna viene ancora umiliata riservandole solo ruoli “ secondari “, è che gli appartenenti a questi paesi, emigrando nei nostri, oltre a goderne i benefici finanziari, colgano l’occasione per ” illuminarsi ” e comprendere che l’uguaglianza dei sessi è un diritto concesso all’uomo dal Dio universale.
Approfitto di questo blog, che curo giornalmente con attenzione, per ringraziare ancora una volta mia moglie Natalina, e con lei tutte le donne, per esserci accanto nei momenti di gioia ed ” avvinghiate ” in quelli di difficoltà, colmandoci di amore, unico carburante insostituibile del motore che smuove ogni attimo della nostra vita. Buon…
… e grazie di esistere!
Umberto Napolitano.com
Cari amici è da molto tempo che non aggiorno il blog: sono preso dal mio progetto Famiglie d’Italia, per cui sempre in viaggio. Per che cosa?… Spero di svelarvelo presto. Però, oggi è una festa importante e vi pubblico un post adeguato.
febbraio 14, 2011 di umbertonapolitano
Un viaggio su internet mi ha permesso di trovare le risposte a tante domande che mi hanno accompagnato fin da ragazzino: ma chi era San Valentino e perché si festeggia in nome suo il 14 febbraio la festa degli innamorati, scambiandosi baci e doni insieme a dolci frasi e promesse di amore eterno ?… Tra le varie risposte una mi è parsa la più interessante:
“L’usanza di celebrare la festa degli innamorati comincia intorno alla metà del 1400 quando il Papa Paolo II decise di distribuire una dote a tutte le donne nubili, con l’intento di aumentare il numero di matrimoni fertili. San Valentino è un martire nato a Terni, in Umbria nel 175 d.C. ed è il Santo più amato dai fidanzati grazie ad episodio che ai suoi tempi suscitò un grande clamore: fu infatti proprio Valentino a celebrare il primo matrimonio tra un legionario pagano ed una giovane cristiana. Da quel momento tutte le coppie desiderarono la sua benedizione. Il 14 Febbraio 273 d.C., Valentino cadde martire e a partire da quel momento tutto il mondo ricorda questa occorrenza per celebrare il Santo dell’Amore.”
Ma vedeiamo meglio, garzie a Wikipedia, chi era San Valentino…
San Valentino detto anche san Valentino da Terni o san Valentino da Interamna (Interamna Nahars, ca. 176 – Roma, 14 febbraio 273) fu un vescovo e un martire cristiano. Venerato come santo dalla Chiesa cattolica, da quella ortodossa e successivamente dalla Chiesa anglicana, è considerato patrono degli innamorati. La più antica notizia di S.Valentino è in un documento ufficiale della Chiesa dei secc.V-VI dove compare il suo anniversario di morte. Ancora nel sec. VIII un altro documento ci narra alcuni particolari del martirio: la tortura, la decapitazione notturna, la sepoltura ad opera dei discepoli Proculo, Efebo e Apollonio, successivo martirio di questi e loro sepoltura.
Le sue spoglie furono sepolte sulla collina di Terni, al LXIII miglio della Via Flaminia, nei pressi di una necropoli. Sul luogo sorse nel IV secolo una basilica nella quale attualmente sono custodite, racchiuse in una teca, le reliquie del santo. Le reliquie pare siano state portate nella città dai tre discepoli del filosofo Cratone, Apollonio, Efebo e Procuro, convertiti dal futuro santo, e che per questo trafugamento furono martirizzati. Altre reliquie sono presenti presso svariate chiese. Una parte si trova nella cattedrale di Maria Assunta di Savona. Le reliquie del santo sono conservate inoltre presso la chiesa medievale di San Valentino di Sadali , in Sardegna, in Calabria (Belvedere Marittimo) e nella chiesa Matrice di Vico del Gargano dove viene venerato come protettore della città e degli agrumeti.
Questo è tutto, a proposito … Buon San Valentino a tutti!
Umberto Napolitano.com